La vicenda delle Maldive ha riportato l’attenzione sul mondo della subacquea, spesso raccontato in modo impreciso o semplificato quando si verificano incidenti.
Questo articolo vuole spiegare in modo chiaro alcuni principi fondamentali dell’attività subacquea per chi non è sub, per comprendere meglio come funziona davvero un’immersione e quali sono le regole che la governano.
La sicurezza in subacquea: il principio della ridondanza
Uno dei concetti più importanti della subacquea è la ridondanza, cioè la presenza di sempre più di un sistema per affrontare un possibile problema.
La sicurezza non si basa mai su un singolo elemento, ma su più livelli di protezione e su procedure condivise.
Il primo livello è il sistema di coppia: le immersioni si svolgono generalmente in due o più subacquei, che si monitorano reciprocamente durante tutta l’attività. Questo significa condividere la pianificazione, osservare il compagno e intervenire in caso di necessità.
Anche l’attrezzatura segue questo principio. Nella subacquea avanzata o tecnica possono essere presenti sistemi duplicati come:
due erogatori indipendenti
doppie bombole o sistemi separati
strumenti di controllo ridondanti
torce di backup
sistemi alternativi di assetto e galleggiamento
L’obiettivo è semplice: evitare che il guasto di un singolo componente diventi un’emergenza.
Ogni immersione nasce da una pianificazione precisa
Un’immersione non è mai improvvisata. Prima di entrare in acqua si pianificano profondità, tempi, consumo del gas e procedure di sicurezza.
Nella subacquea ricreativa molte immersioni sono definite “quadre”: si scende a una determinata profondità, si rimane per un tempo stabilito e si risale seguendo una procedura controllata.
Durante l’immersione vengono monitorati costantemente strumenti fondamentali come il computer subacqueo e il manometro. Il primo controlla profondità, tempo e saturazione dell’azoto, mentre il secondo indica la quantità di gas residuo nella bombola.
La risalita è una fase cruciale: non è mai immediata. Deve essere controllata e rispettare velocità precise, includendo eventuali soste di decompressione o sicurezza. Anche nelle immersioni ricreative è comune effettuare una sosta finale a circa cinque metri per alcuni minuti.
Formazione e brevetti: un percorso progressivo
La subacquea è un’attività strutturata su livelli formativi progressivi. Non si inizia mai con immersioni profonde o complesse.
Esistono diverse didattiche internazionali, simili nella struttura generale del percorso.
Nel sistema NADD, come in molti altri, il primo livello è l’Open Water Diver, che abilita a immersioni fino a circa 18 metri.
Da qui si può proseguire con brevetti successivi come:
Advanced Open Water Diver (fino a 30 m)
Deep Diver (fino a 40 m)
Nitrox Diver
Fino ad arrivare alla subacquea tecnica, che include immersioni profonde, decompressione avanzata e ambienti particolari come grotte e relitti complessi.
La differenza tra subacquea ricreativa e tecnica sta soprattutto nella complessità operativa e nella ridondanza dell’attrezzatura e delle procedure.
Gas respiratori e attrezzature
Quando si parla di immersioni non si tratta solo di “aria in bombola”, ma di miscele respiratorie diverse in base all’obiettivo e alla profondità.
La più comune è l’aria compressa, utilizzata nella maggior parte delle immersioni ricreative.
Il Nitrox è una miscela con una percentuale maggiore di ossigeno, utile per aumentare i tempi di fondo entro determinati limiti.
Per immersioni profonde o tecniche si utilizza il Trimix, che include anche elio per ridurre gli effetti della pressione sul sistema nervoso.
I sistemi di respirazione possono essere:
a circuito aperto, dove il gas espirato viene disperso in acqua
rebreather, che riciclano parte del gas e vengono usati in ambito tecnico e professionale
Anche l’attrezzatura varia in base all’ambiente: la muta umida è la più diffusa, mentre la muta stagna viene utilizzata in acque fredde o in contesti tecnici.
Le profondità e le vere meraviglie del mare
Contrariamente a quanto si pensa, non serve scendere molto in profondità per vedere scenari spettacolari.
La maggior parte della vita marina si concentra entro i 30 metri, cioè nei limiti tipici della subacquea ricreativa avanzata.
Barriere coralline, relitti, pareti ricche di pesci e grotte illuminate dalla luce naturale si trovano spesso in questa fascia. È proprio qui che la luce del sole permette di vedere colori e contrasti più intensi.
Conclusione
La subacquea ricreativa è sicuramente molto entusiasmante, apre un nuovo modo di fare vacanza ed ha raggiunto standards qualitativi di assoluta sicurezza. Per questa ragione è ormai praticata da un numero sempre maggiore di persone e di qualsiasi età.
I metodi di insegnamento sono cambiati, si sono evoluti nel tempo e possiamo tranquillamente affermare che l’attività subacquea è diventata sicura soprattutto se vengono osservati determinati standards e applicate le opportune procedure.
Frequentare un corso subacqueo significa proprio questo, imparare specifici metodi d’esecuzione necessari ad immergersi per divertirsi in sicurezza.
Purtroppo, ma fortunatamente sempre più di rado, accade ancora oggi che in qualche località di villeggiatura si segua la filosofia di portare in acqua il prima possibile gli allievi, rispondendo soprattutto ad un’esigenza di mercato rimuovendo, in tal modo, il principale ostacolo… “il tempo necessario che occorre per imparare ad immergersi nel modo migliore”…
E’ dunque importante che il conseguimento del brevetto sia la conseguenza del raggiungimento di determinati obiettivi ed è altrettanto giusto che l’allievo subacqueo pretenda un addestramento serio e affidabile.
Infine si potrebbe tranquillamente affermare che la differenza tra un subacqueo e un bravo subacqueo, sta sicuramente nell’esperienza maturata, nella consapevolezza di dover acquisire sempre maggior familiarità col mondo sommerso imparando ad avere il giusto rispetto nei confronti di un ambiente e di un ecosistema di cui sarà sempre un ospite.
La subacquea è un’attività che combina tecnica, formazione e rispetto rigoroso delle procedure, ma che permette anche di accedere a un ambiente naturale unico e straordinario.
La sua sicurezza non deriva dall’improvvisazione, ma da pianificazione, addestramento e ridondanza.
